La preghiera a San Michele Arcangelo é considerata dalla tradizione una tra le orazioni più efficaci contro l’oppressione demoniaca e gli attacchi del demonio comunque satana si manifesti, così da somigliare ad un rituale esorcistico.
Il testo è del Papa Leone XIII che, durante una messa fu aggredito dal diavolo con una terribile apparizione.
Il “vicario” di Cristo in Terra sul finire del XIX secolo, sconvolto dalla percezione del maligno, restò pietrificato per un istante, dopo di che, sebbene provato, si diresse al suo studio per scrivere la preghiera.
Lo scenario rivelatosi dinnanzi ai suoi occhi narrava di un infernale sopraggiungere di demoni che fuoriuscivano dalla superficie terrestre squarciata di netto e infliggevano disastri. Gli angeli caduti erano accampati all’interno del colonnato della Basilica di San Pietro e pianificavano la distruzione della piazza titolata al fondatore della Chiesa vaticana.

Dal cielo discese quindi l’Arcangelo Michele che fermò il maleficio e sconfisse i demoni. Dall’apparizione ultraterrena alcune voci annunciavano catastrofi entro qualche pontificato. Gli avvertimenti accennavano a minacce provenienti dalla Russia che avrebbero messo alla prova la fede mediante operazioni organizzate da satana a cui Dio concedeva circa un secolo per eseguirle.
La forma breve della preghiera
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e Tu,
Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio,
incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni,
che si aggirano per il mondo per far perdere le anime;
Amen.
Leone XIII descrive la visione mistica
” Ho visto la Terra avvolta dalle tenebre e da un abisso; ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la Chiesa stessa, che ho visto ridotta allo stremo. Allora apparve san Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso..”.
Tempo dopo papa Leone XIII decretò che la preghiera fosse letta in tutte le chiese del mondo a fine Messa, in accordo con le regole omonime, le Preci Leonine, insieme con un numero prestabilito di orazioni a Dio e alla Vergine Maria.
Il Concilio Vaticano II abolì in seguito le Preci Leonine e l’ “esorcismo” di Leone XIII perse di considerazione.


A confronto: Michele Arcangelo (Louvre, Parigi) e la statua dell’angelo caduto realizzata a Roma e situata nel Parco del Retiro a Madrid. Opere rispettivamente di Raffaello (1518) e Ricardo Bellver y Ramón (1876 – 1877).
Nel 2018, in un contesto difficile delle istituzioni cattoliche, minato dal sospetto di un carosello di scandali sessuali, Papa Francesco invitò i fedeli all’orazione, chiedendo dalla sala stampa della sede vaticana di recitare quotidianamente la preghiera a Michele Arcangelo per proteggere la Chiesa dagli attacchi del diavolo.
La richiesta del papa fu globalmente accolta da un buon numero di vescovi che, a differenza della liturgia in Italia, reintrodussero la preghiera in alcune circoscrizioni ecclesiastiche d’oltreoceano alla fine della Messa.
LA VISIONE MISTICA
La visione mistica di Papa Leone XIII, avvenuta il 13 ottobre 1884, fu un’esperienza terrificante in cui assistette a un dialogo tra Dio e Satana, durante il quale al diavolo fu concesso un secolo per cercare di distruggere la Chiesa.
Questa visione lo spinse a comporre la famosa preghiera a San Michele Arcangelo. Subito dopo aver celebrato la Messa nella sua cappella privata vaticana, Leone XIII rimase immobile per circa dieci minuti, in stato di trance, con il volto pallido e spaventato. Dichiarò di aver udito due voci provenire dal tabernacolo: una gentile e l’altra aspra e gutturale, che identificò come quelle di Gesù e di satana.
La voce di satana si vantò con il Signore di poter distruggere la Chiesa cattolica se solo gli fosse stato concesso più tempo e potere.
Il “Secolo di Prova” fu il tempo dato a satana che chiese 75 – 100 anni e un maggiore potere su coloro che si fossero messi al suo servizio.
Gesù acconsentì a questa richiesta. Il Papa vide quindi un’immagine sconvolgente di demoni che venivano rilasciati dall’inferno e si diffondevano sulla Terra per attaccare la Chiesa. Vide infine l’arcangelo Michele che interveniva per ricacciarli nell’abisso.
CONCLUSIONI
La preoccupazione del pontefice nasceva da una visione mistica che gli suggeriva che satana avrebbe tentato di distruggere la Chiesa e la fede, scorgendo nella preghiera a San Michele e nella devozione al Rosario, armi per contrastare gli attacchi del maligno.
Author: V
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