Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Il profumo della discordia

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Dalle origini del cristianesimo e dall’esegesi scritturale è facile ricavare che Maria Maddalena fu figura biblica di grande rilievo. Dal punto di vista evangelico Maria non è in relazione con nessun uomo se non con il Signore e da questo legame come dai testi apocrifi nascono le testimonianze di una relazione fra i due.

L’identificazione scritturale di Maria Maddalena oltre ad usufruire dell’attribuzione del nome personale, libera dagli usi patriarcali del tempo (figlia di, moglie di..), non assume vincoli familiari e mostra emancipazione morale e capacità di accompagnare il Messia nella missione itinerante.

Parte dei commentatori, tra cui il Sebastiani, propone la possibilità che Maria di Magdala abbia fatto parte di una famiglia molto benestante, che sia cresciuta in un contesto colto e/o di origine greca che Le consentivano di muoversi liberamente a Roma e nelle provincie romane della regione mediorientale.

Con i dati a disposizione e soprattutto nei vangeli, Maddalena affianca Gesù fin dagli inizi del Suo ministero. Secondo Luca, Maria Maddalena era una donna ricca che utilizzava le proprie risorse economiche per spalleggiare il Signore e la comitiva dei discepoli.

Luca, nello specifico, riporta che diverse donne, tra cui Maria, chiamata la Maddalena, Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode, e Susanna, figlia d’un anziano funzionario della sinagoga di Nazaret, accompagnavano Gesù, i Dodici e “li servivano con i loro beni“.

Luca 8,3

Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni

Dettaglio scritturale che indica che Maria faceva parte di un ceto sociale facoltoso, idoneo per contribuire finanziariamente all’attività del gruppo cristiano itinerante. La ricchezza di Maria è dunque un aspetto scritturale, la reputazione di prostituta è invece retaggio canonizzato dal cattolicesimo medioevale che si è avvalso della retorica liturgica maschilista per sottintenderla nel corso dei tempi.

L’immagine di Maria di Magdala nei secoli è stata dunque devastata, anche perché i Vangeli, in merito alla Santa, non contengono riferimenti alla professione di meretrice. Al contrario le scritture comprendono cenni sulla ricchezza e riguardo ad un contesto sociale che consentivano alla donna di tener testa agli imperatori romani.

IL PREZIOSO PROFUMO DI NARDO

Gli episodi biblici dell’unzione del capo e dei piedi con l’unguento di nardo non attestano soltanto la preziosità dei gesti, la devozione con atteggiamenti di concreta sacralità oltre la diffamazione sacrilega, ma anche che Maria comprovava la gratitudine con un profumo che nel primo secolo dopo Cristo aveva un valore oscillante tra i 15.000 e i 30.000 euro attuali.

Marco 14:4,5
Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: “Perché questo spreco di profumo ? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!”. Ed erano infuriati contro di lei.

In virtù della differenza tra l’economia moderna e quella dell’Impero romano, il valore di 300 denari non può essere determinato con precisione. E’ calcolabile però che 300 monete d’argento rappresentassero la paga annuale di un lavoratore comune del 30 d.C. che, convertita in euro, equivale a circa 2.500 euro mensili odierni pari a 15.000 – 30.000 euro a seconda che il cambio sia sul salario minimo o sul prezzo del grano.

Giovanni 12,3
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.

IL GRUPPO ITINERANTE

A fronte dell’effluvio esotico, sacro e fascinoso del profumo pregiato con il quale Maddalena cosparse da capo a piedi il corpo del Signore, il gruppo itinerante di Gesù non aveva risorse finanziarie ingenti.

Usufruiva principalmente della sussistenza, della generosità, delle donazioni dei sostenitori, delle facoltose e influenti amicizie femminili, tra cui Maria Maddalena, Giovanna, moglie dell’amministratore di Erode e Susanna, che sostenevano finanziariamente il Signore e Suoi compagni.

Il gruppo messianico non gestiva dunque importanti somme di denaro, ma un bilancio di cui Giuda iscariota aveva la responsabilità materiale.

Luca 8, 1-3

Qualche tempo dopo Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando il lieto messaggio del regno di Dio. Con lui c’erano i dodici discepoli e alcune donne che egli aveva guarito da malattie e liberato da spiriti maligni. Le donne erano Maria di Màgdala, dalla quale Gesù aveva scacciato sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre. Con i loro beni esse aiutavano Gesù e i suoi discepoli.

ASCENDENTE SOCIALE DI MADDALENA NEI TESTI

Il peso sociale che esercitava Maria di Magdala è deducibile non soltanto dalla semantica scritturale che La identifica con nome proprio privo di legame con figure maschili (figlia di, moglie di), ma anche dalle fonti gnostiche che la vedono protagonista nelle corti imperiali.

E’ noto l’episodio presso l’imperatore Tiberio tramandato dalla tradizione gnostica e da quella orientale ortodossa, secondo le quali dopo la crocifissione, Maria Maddalena si recò a Roma per diffondere la notizia della resurrezione. Grazie al Suo status sociale o alle Sue conoscenze, la Santa ottenne l’invito ad un banchetto imperiale e incontrò l’imperatore Tiberio. Come usanza del tempo, Maddalena offrì un uovo sodo come simbolo di vita nuova, e annunciò all’imperatore che “Cristo è risorto!“.

Tiberio rise, incredulo, e rispose che un uomo non poteva risorgere dai morti, così come quell’uovo non avrebbe mai potuto diventare rosso.

D’un tratto, invece, l’uovo nelle mani di Maria Maddalena divenne rosso vivo. Per questo, ancora oggi, le uova a Pasqua sono colorate o tinte di rosso per commemorare la Risurrezione.

CONCLUSIONI

Secondo gli elementi episodici trascritti nelle memorie del canone, Maria Maddalena era una donna facoltosa e influente che usava il suo patrimonio per sostenere Gesù e i suoi discepoli.

Era persona che traeva parte della Sua autorevolezza dal lignaggio, dalle amicizie, dai mezzi patrimoniali e culturali che avrebbero potuto sostituire l’impalcatura patriarcale della Chiesa farisaica degli inizi del cristianesimo che, come per un villano contrappasso, ha distorto l’idea, la nozione e l’etica della fede che raffigurano la Santa eremita nella miseria penitente d’una fredda grotta gallica.

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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