Nella cosmogonia gnostica gli arconti sono i carcerieri del genere umano, mentre il mondo “soprattutto materiale” da loro governato è una realtà contenitiva.
Ciascuno di questi semidei domina un sistema planetario interno ad un ammasso cosmico di sette cieli. L’ascesa al Pleroma, al Regno di Dio Uno, al Paradiso, obiettivo dello gnostico, valica i concetti di spazio e di tempo, implica l’attraversamento di ognuno dei sette livelli interplanetari per giungere alla realtà nuova, ultima e primordiale, atemporale e adimensionale.
Nell’ideale gnostico, i sette cieli sono associati a sette pianeti e a sette stelle annessi alla potenza degli arconti che rallenta l’analisi introspettiva sulle origini umane e dell’universo disorientando il genere umano.
All’autorità del mezzo dio biblico si contrappone dunque la Gnosi, l’illuminazione sospinta dalla ricerca dinamica, l’arma preventiva che elude l’oppressione degli arconti permettendo all’individuo di raggiungere piena coscienza riguardo alle sue origini divine che lo omologano con il Pleroma e il Regno Celeste.
IL RUOLO DEGLI EONI
Gli eoni, ovvero le divinità che dimorano nel Pleroma, come le incarnazioni di Gesù e di Sophia, sono inviati sulla Terra per sostenere l’umanità nell’impegnativo compito di recuperare la cognizione perduta di cui mantengono un ricordo inconsapevole e sfuggente.
Per liberare il mondo dalla prigione materiale edificata in principio dal demiurgo, il primo e il più potente degli arconti identificato con il dio dell’antico testamento, Dio Vero e Unico effonde lo Spirito Santo, vale a dire Sophia che, per mezzo del tramite Maria la Maddalena, procede da Cristo nei modi del processo trinitario.
LA SCINTILLA DIVINA
L’acquisizione della fede autentica seduce alla ventura, è decontaminata da principi indiscutibili, dagli usi terreni e dallo sgomento; è fondamentale per il disimpegno dalla schiavitù del dio minore veterotestamentario, per riconnettersi con le origini sacre che fuggono dalla cella buia del mondo soprattutto fisico.
Sebbene in principio il demiurgo regnò supremo delegando alle sue creature sette cieli al di sotto del Paradiso inviso, una volta portata a termine la Creazione comparve il Metropator emanazione del Dio Vero, entrato in azione dall’Alto per pianificare la restaurazione dello stato primordiale.
Di concerto con gli eoni del Pleroma e del compagno di Sophia, si decise quindi di salvare quest’ultima che, in seguito alla sua caduta, diede vita al regime del mezzo dio e dei padroni del mondo attuale.
Gli arconti furono sorpresi da una tale potenza e decisero di creare un essere simile al Metropator, ovvero l’Adamo terreno da essi stessi generato, che però stazionava inattivo nel Paradiso terrestre, finché il demiurgo aspirò forza da sua madre Sofia che soffiò nella creatura adamitica spirandogli l’alito della vita.
Genesi 2,7
Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
In questo modo l’uomo nell’immagine di Adamo ottenne lo spirito divino in un corpo non divino perché opera degli arconti.
Nasce dunque l’uomo, creatura dotata ab origine della scintilla divina, dello “Spirito Santo“, della spirazione rubata a Sophia, racchiusa in un corpo generato dagli arconti, trattenuta dall’intera umanità.
Author: V



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