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Armageddon è termine che deriva dall’ebraico e localizza il Monte Meghiddo, sito della profezia biblica dove avverrà la battaglia finale tra Dio e l’anticristo.
In realtà non esiste il Monte Meghiddo ed è più probabile che la Rivelazione faccia riferimento alle colline della valle di Meghiddo poste a circa un centinaio di chilometri a nord di Gerusalemme, un’area circoscritta, epica per le tante guerre che in questa collinosa campagna Israele “ha dovuto” combattere nella sua lunga storia.
In virtù di questo antico retaggio, Armageddon simboleggia il luogo in cui si svolge la battaglia ultima tra le forze del male e le milizie celesti guidate da Gesù Cristo. La parola Armageddon compare una sola volta nel Nuovo Testamento,
Apocalisse 16,16:
E i tre spiriti radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn
e rappresenta nei versi giovannei dell’apocalisse lo sterminio dei nemici del Padre Eterno. Eppure, nonostante Armaghedòn sia un esplicito richiamo alla guerra e alle armi, il libro del Nuovo Testamento non legalizza l’uso della violenza che, al contrario, bolla come attributo di satana.
La violenza, lascia intendere Giovanni, è “marchio di satana“, compromette il futuro eterno e traina al supplizio senza fine.
All’inverso, quelli che hanno impresso sulla fronte “il sigillo di Dio” distanziano la violenza, la subiscono, ma non rassegnati, bensì sull’esempio del Messia che presagì che la guerra non avrà l’ultima parola, non è inevitabile e si estingue dalla Terra.
Sul tema, l’esegesi che prevale spiega Armageddon non soltanto come una grande battaglia tra popoli, ma tra le nazioni e gli eserciti del Figlio di Dio. Non è una crociata dei cristiani, che non devono fare affidamento sulle armi, ma un belligerare tra le forze spirituali del Cielo al fianco del Signore e le schiere degli ingiustificati al Giudizio delle Nazioni. I cristiani in sostanza sono pacifisti, il Messia no.

Ciò è in linea con:
Matteo 26,52
Allora Gesù gli disse: “Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno.
Gli eserciti celesti sono legioni angeliche addestrate per la guerra, sono amministrate da Dio e determinano avvenimenti ed eventi connessi alle esperienze terrene più gravose come la battaglia di Meghiddo che porrà fine alla Grande Tribolazione.
Matteo 26,53
O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli ?
Giovanni nell’Apocalisse fa netta la distinzione tra vendetta umana e vendetta divina. E’ Dio che sistema le cose e Meghiddo è una delle profezie che esalta l’Ira di Dio quando vendica il Suo popolo.
Il tempo che separa la Terra da Armagedòn è quindi la misericordia che il Padre Eterno dilaziona ai violenti affinché possano servirsene e pentirsi.
L’evangelista tra i più amati dal Signore testimonia che coloro i quali hanno sparso sangue moriranno due volte del crimine commesso, come in una sorta di efferato ma Giusto contrappasso dantesco.
Una parte dei commentatori biblici pensa che sia l’arcangelo Michele ad aver rivelato all’apostolo Giovanni che i nemici di Dio sono “..tutti i re della Terra abitata”.
Apocalisse 16,14
sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare i re di tutta la terra per la guerra del grande giorno di Dio, l’Onnipotente
Tuttavia, altre interpretazioni, legate all’esegesi letterale della Apocalisse, notano che l’area circoscritta della campagna collinosa di Meghiddo non può accogliere tutti gli eserciti del mondo.
Apocalisse 16, 14 – 16
sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare i re di tutta la terra per la guerra del grande giorno di Dio, l’Onnipotente. 15Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante e custodisce le sue vesti per non andare nudo e lasciar vedere le sue vergogne. 16E i tre spiriti radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn.
Si fa allora avanti una lettura della Bibbia in base alla quale “nel luogo“, in greco antico Τόπος (leggersi: tòpos), “che in ebraico si chiama Armaghedòn“, è parola che nel Nuovo Testamento non individua solo una località, ma anche un’occasione, un’opportunità, una condizione o una situazione.
In base al contesto, è verso quel luogo/occasione/situazione/opportunità/condizione che sono dirette le potenze del mondo e questa concentrazione di male è risolta da Dio in questo luogo/occasione/situazione/opportunità/condizione che risparmia al mondo ogni ipotesi di rimake delle crociate cristiane.
I cristiani dunque non sono chiamati a combattere. A Meghiddo si fronteggiano Dio e il male.

Ecco quindi che ad un certo momento della cronistoria escatologica, il Signore e i Suoi angeli, invisibili ad occhio umano ma efficaci in modo soprannaturale, radunano le nazioni ingiustificate, un fuoco autodistruttivo cancella i confini politici e sorge il Regno Millenario, come quando qualcosa avviene senza che alcuno ne abbia una reale responsabilità.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo



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