Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Il Volto del Signore

4–6 minuti

Le Scritture sacre e il Vangelo non forniscono descrizioni dell’aspetto del Signore. La fisionomia del Messia resta pertanto sconosciuta.

Pochi sono i riferimenti dai quali è possibile ottenere parvenza del volto e della fisicità del Figlio di Dio.

Il profeta Isaia al verso 2 del capitolo 53 ha scritto:

È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere.

La profezia di Isaia richiama la figura di un uomo comune, afflitto, cresciuto in condizioni umili, che non ostenta alcun fregio per le Sue origini divine, inosservato da chi non riconosce in Lui la fiducia in Dio.

Rappresentazioni sommarie della corporeità di Gesù si devono ad Isaia anche quando l’autore omonimo del libro dell’Antico Testamento rivela il martirio della flagellazione con circa sette secoli di anticipo. Il focus del profeta ebreo che operò al servizio di Dio tra il 700 ed il 765 A.C. è sulle conseguenze corporali inferte dall’atrocità del supplizio avanti alla crocifissione, quando il Signore subì sputi, pugni e schiaffi. Il Suo aspetto era terribile per le torture a cui fu sottoposto, a tal punto da non assomigliare ad un uomo.

l profeta Isaia – Michelangelo, Cappella Sistina XVI secolo

Isaia 52,14

Come molti si stupirono di lui tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo

Come il profeta Isaia anche Gesù fu ebreo. Cristo era ebreo per etnia e perché la sua famiglia era ebrea. I familiari di Gesù, compresi i fratelli, prendevano sul serio le pratiche ebraiche e la Torah, i libri dell’Antico Testamento che costituiscono la Bibbia ebraica.

Gesù non sarebbe potuto entrare, e men che meno avrebbe potuto insegnare, nel tempio ebraico se non fosse stato ebreo. La religione ebraica fu quindi essenziale per il Messia e per il Nuovo Testamento.

Alla luce del nesso morale, etnico e geografico, le rappresentazioni del volto di Gesù a oggi restano inaffidabili e non se ne hanno di accurate. Essendo Ebreo, poteva avere carnagione olivastra oppure scura.

Più’ difficile pensarlo con un colorito chiaro, gli occhi azzurri, i capelli lunghi e biondi. Più probabile ritenerLo con gli occhi marroni e i capelli castano o neri, più corti di quello che abitualmente usavano avere le donne ebraiche di quell’epoca. Gesù perciò potrebbe aver avuto l’aspetto caratteristico di un uomo mediorientale.

1 Corinzi 11, 14 – 15

Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere ? La lunga capigliatura le è stata data a modo di velo.

Ad ogni modo, Matteo, Pietro e Giovanni hanno trascorso tre anni con il Signore e se avessero creduto necessaria una Sua descrizione fisica l’avrebbero fatto. Con riguardo alla Sindone, il lenzuolo di lino che avrebbe avvolto Gesù nella sepoltura, si discute da tempo sulla autenticità e sulla possibilità che l’immagine impressa sul tessuto abbia duplicato la forma del volto e del corpo martoriato del Messia.

I Vangeli non consentono di negare la supposizione che attribuisce a Cristo l’impressione dell’uomo fissata sul lenzuolo. In realtà, sebbene la trascrizione neotestamentaria e l’evangelista Luca spieghino che il Figlio di Dio fu avvolto in panni/teli/fasce/bende/lenzuola con sostantivi al plurale, la presenza di un singolo lenzuolo che ha avvolto il corpo del Messia è documentata in:

Marco 15,46

Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro.

Luca 23,53

Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto.

Matteo 27,59

Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito

IL TELO DI LINO E IL SEPOLCRO

Giovanni precisa inoltre che il capo di Cristo era fasciato con un sudario a parte a mezzo di una testimonianza,

Giovanni 20,7

e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

discordante dall’affinità sinottica, che non prova che l’assenza di un lenzuolo nel sepolcro stia a significare che un telo di lino non abbia ricoperto il Signore.

Luca 24,12

Comunque, Pietro corse alla tomba per dare un’occhiata. Chinandosi per guardare, vide soltanto i panni di lino lì per terra, allora se ne tornò a casa di nuovo, chiedendosi che cosa mai fosse accaduto.

L’iconografia tradizionale che ha rappresentato e rappresenta il Messia potrebbe quindi non assumere grande corrispondenza con il vero aspetto di Gesù Cristo.

Si possono invece supporre sembianze approssimative grazie agli attributi etnici, etici e geografici. Eppure, Dio Lo mostrerà così come visse quando venne al mondo la prima volta. La fase esplorativa collegata al rapimento e il secondo avvento non avranno modificato d’un capello la corporeità del Signore,

Apocalisse 22,4

vedranno il suo volto e porteranno il suo nome sulla fronte.

comprese le cicatrici sanate alla glorificazione che ha ricomposto e adattato la corporatura del Messia alla Vita Eterna, così come la trasfigurazione la preannunciò ai discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni.

Giovanni 20,27

Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

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