Far guerra non è un’inclinazione cristiana, a volte però il peccato originale lo rende inevitabile. Per questo santi e martiri hanno impugnato le armi per combattere “guerre giuste“, ispirate da Dio.
Giovanna d’Arco é stata eroina ed é un modello di “giusta guerra“, poiché a muoverla gli viene chiesto da Dio con l’intermediazione di sante e del più potente degli arcangeli.

Furono le voci di Santa Caterina, di Santa Margherita e dell’ Arcangelo Michele a dire alla Pulzella di correre in soccorso della patria natia, minacciata dell’invasione degli inglesi nella guerra dei cent’anni.

La Grazia di Dio ha trasformato un’adolescente fino a farla capace di guidare l’esercito francese alla riscossa, rovesciando le sorti della Francia che apparivano compromesse.
Oggi, la nazione transalpina deve i confini ed il proprio assetto geopolitico al soprannaturale incarnato da Jeanne la Pucelle, ossia Giovanna la Pulzella, soprannome che Giovanna d’Arco confessa essergli stato attribuito dalle “voci” dell’arcangelo Michele , di Santa Caterina e di Santa Margherita.
Giovanna nel giardino della casa paterna ebbe la prima apparizione dell’arcangelo Michele, dalla quale restò sorpresa ed impaurita. Da quel momento decise di dedicarsi totalmente a Dio facendo voto di castità «per tutto il tempo che a Dio fosse piaciuto».

La Pulzella mantenne stretta riservatezza sui fenomeni sovrannaturali che presenziavano la sua vita privata e solo in un secondo momento sarebbe stata indotta ad abbandonare la famiglia per aiutare l’esercito francese.
Prima di imporsi sulle milizie d’oltralpe Giovanna d’Arco subì derisioni ed un feroce ostruzionismo politico-religioso, ma riuscì ugualmente a portare a compimento una vera e propria riforma militare trascinando con il suo esempio le truppe francesi, imponendo una disciplina spirituale rigorosa, allontanando le prostitute dall’esercito, bandendo violenze, saccheggi e le bestemmie ai soldati.

I militari dovevano confessarsi e riunirsi intorno al suo stendardo in preghiera due volte al giorno. Ciò realizzò un rapporto di ritrovata fiducia tra la popolazione civile e i soldati che, prima di Giovanna, da combattenti si convertivano in delinquenti quando non erano in guerra.
A diciannove anni una giovanissima fu in grado di rifondare una nazione in perdizione. Nonostante ciò, fu venduta agli inglesi, tradita dall’ignoranza dei tempi e arsa dal male che inabitava il regime politico connazionale.
LA VITTORIA SULLA MORTE
Nel processo per eresia furono imputate alla Santa una serie di accuse concentrate in 70 articoli, successivamente ridotti a 12.
La giovane avrebbe bestemmiato, portato una mandragora, stregato lo stendardo, la spada e l’anello ritenendoli magici, frequentato fate, venerato spiriti maligni, fatto venerare la propria armatura, formulato divinazioni.
Giovanna sarebbe entrata in contatto direttamente con il Signore senza la mediazione della Chiesa; importanza avrebbe inoltre avuto l’abitudine della ragazza di portare abiti da uomo.

Irretendo la corte, avendo apposto una croce e non il suo nome sul documento, Giovanna firmò l’abiura con la quale s’impegnava a non riprendere le armi, a non portare abito d’uomo e capelli corti. La sentenza emessa fu comunque pesantissima, condannata alla carcerazione a vita nelle prigioni ecclesiastiche, a “pane di dolore” e “acqua di tristezza”.
Tuttavia non furono rispettate le norme penitenziarie incluse nella motivazione della sentenza e venne ricollocata in carcere militare e non in una prigione femminile ecclesiastica.
In questo modo fu ingannata e costretta ad indossare abiti maschili facendo scattare la pena al rogo in virtù della regola dei relapsi, ovvero di coloro che avendo già abiurato ricadendo in violazione erano destinati al rogo.

Giovanna in seguito ritrattò l’abiura e confermò che le voci che le giungevano erano di Santa Caterina e di Santa Margherita, di essere messaggiata da Dio e di non aver compreso nulla dell’atto di abiura.
In effetti, nonostante Giovanna d’Arco fosse analfabeta sapeva scrivere il suo nome e utilizzava la croce nelle missive in battaglia per negare il contenuto di una lettera.
Poi disse:
“Dio mi ha mandato a dire per bocca di santa Caterina e santa Margherita quale miserabile tradimento ho commesso accettando di ritrattare tutto per paura della morte; mi ha fatto capire che, volendo salvarmi, stavo per dannarmi l’anima!“
e aggiunse:

“Preferisco fare penitenza in una sola volta e morire piuttosto che sopportare più a lungo la sofferenza di questa prigione“.
LettaGli nuovamente l’abiura Giovanna la rinnegò definitivamente e, incatenata su un palo sopra una grande quantità di legna affinché non perdesse i sensi per asfissia, presente a sé stessa venne bruciata.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo
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