L’ambizione del Signore è che tutti siano salvati dall’Ira di Dio e giungano alla Verità. Egli non si compiace del tormento e delle devastazioni inflitti a coloro che confidano di custodire il mondo con la politica e le dottrine economiche.
Il passato ha dimostrato che l’assenza di presupposti etici e morali nelle attività economiche e di governo ha determinato e determina condizioni di grave imbarazzo e di diffusa difficoltà materiale.
Le decisioni economiche di uno Stato hanno conseguenze di carattere morale, effetti sociali che sono al vaglio del Signore. Nel tempo si è grandemente trascurato che i testamenti guidano la ragione dell’uomo anche nell’applicazione di fondamenti politici ed economici, mentre ogni sistema pragmatico improntato alla soluzione di problemi mondani ha generato disagio geopolitico e crisi finanziarie epocali.
UTOPIA E GOVERNO DI DIO
Utopia è il prodotto artistico più celebre di Tommaso Moro, statista inglese integerrimo del XVI secolo, modello d’ incorruttibilità, fedele alla propria coscienza al punto che gli costò la vita l’aver disatteso i voleri del sovrano di cui era “buon servitore“, avendo scelto di servire Dio per primo.

Nel romanzo lo studioso narra il sogno di una società fondata sulla cultura, in cui gli aspetti materiali dell’esistenza sono subalterni al bene collettivo. Utopia é una repubblica ideale, perfetta e unica attraverso la quale Sir Thomas More (nome successivamente italianizzato in Tommaso Moro) spiega che nelle altre organizzazioni nazionali gli interessi pubblici dissimulano interessi soggettivi per causa della proprietà privata.
In Utopia, non esistendo né il concetto né l’attuazione concreta di proprietà privata, ogni mestiere viene svolto per il bene comune, garanzia del benessere complessivo del cittadino.
Tommaso Moro fu uomo particolarmente duro nella sua “azione politico/evangelica”. Giovanni Paolo II disse dello statista cattolico: “… visse in modo singolare il valore di una coscienza morale che è testimonianza di Dio stesso, anche se, per quanto concerne l’azione contro gli eretici, subì i limiti della cultura del suo tempo“,
Sir Thomas sottolinea che le leggi degli stati ordinari sono troppo numerose e molte appaiono inutili.
Non permettono al popolo di poterle comprendere, financo talvolta di rispettarle. Sulla falsariga di Utopia, è pensabile che la farraginosità degli assetti legislativi giunge al paradosso di rendere fuorilegge un onesto cittadino.
L’opera pone in evidenza il principio della collaborazione pubblica consacrata alla prosperità generale per mezzo delle norme costituenti scritte da Dio. Peraltro, quando la salute etica di uno Stato dipende da una costituente fondata sulla Parola e il Timore di Dio, la deontologia professionale dei magistrati non é mai gravata da avidità o corruzione, di conseguenza i giudici non possono essere facilmente corrotti e la giustizia può tornare a trionfare.
l mestieri in Utopia devono assolvere alle necessità comuni e non all’arricchimento personale, mentre un comparto specializzato deve verificare che tutti lavorino, in modo tale che l’orario di lavoro sia ridotto al minimo, lasciando spazio alla famiglia, alla preghiera e alle consuete abitudini dei cittadini.
In Utopia non esistono lavori inutili, creati dal malcostume clientelare, tutto è al servizio del prossimo e ognuno è importante per Dio e per l’altro. L’opera dello scrittore rientra nell’ideale cristiano per cui i credenti, poiché osservano le regole del Signore, non vengono sottratti soltanto al peccato e alla morte, ma anche alla schiavitù di leggi errate e arbitrarie.
Osea 8,4:
Hanno creato dei re che io non ho designati; hanno scelto capi a mia insaputa. Con il loro argento e il loro oro si sono fatti idoli, ma per loro rovina.
ECONOMIA E POLITICA
Sulla base degli insegnamenti del Padre della Patristica, Sant’Agostino chiarisce che soltanto l’uomo può fare il male, mentre Dio no, per cui le società non utopistiche sottoscrivono atti e regole che rendono il mondo infelice in quanto dipendente da economia e politica.
A Utopia, essendo tutto in comune, non c’è rischio che a qualcuno manchi il necessario per vivere, perché le scorte di magazzino sono di pertinenza collettiva, nella supervisione di Dio e per questo ricolme.
1 Timoteo 1-5
Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù.
In verità, il tempo replica senza soluzione di continuità che alcun piano economico e alcuna forma politica hanno mai teso alla effettiva cancellazione delle disparità, contribuendo invece alla manipolazione delle fondamenta finanziarie e macroeconomiche della Terra, fino a negare le libertà innate, compiendo il male.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo
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