Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Prima che la Terra fosse Maledetta

4–6 minuti

La vita umana ha sperimentato l’esistenza senza il male. Ciò è avvenuto nel lasso di tempo che ha preceduto la cacciata di Adamo ed Eva dal Regno di Dio a causa della mancata osservanza della regola fondamentale che attribuisce al Creatore il presupposto primordiale della Conoscenza.

In termini allegorici dopo che il primo uomo e la prima donna ebbero mangiato del frutto dell’Albero del Bene e del Male, Dio bandì entrambi dal Giardino dell’Eden, risparmiandogli la vita, esternando ai fondatori del mondo e all’umanità terrena il concetto di misericordia.

Genesi 2,17:

..dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire.

Dio, dunque, palesò la pietà decidendo di non uccidere Adamo né Eva che spedì sulla Terra al prezzo della maledizione che tuttora pesa sugli abitanti del mondo.

LE GIORNATE DI ADAMO ED EVA IN PARADISO

Probabilmente non sono stati tanti i giorni in cui Adamo ed Eva vissero accanto a Dio. D’altro canto, i figli Caino, Abele e Seth videro la luce dopo che i genitori furono cacciati; inoltre, dal punto di vista letterale e della cronistoria veterotestamentaria, l’espulsione dall’Eden è testimoniata nel terzo capitolo del Libro della Genesi e gli ancoraggi quanto le deduzioni necessarie a simboleggiare una giornata in Paradiso non sono numerosi.

Giardino dell’Eden, dipinto di Johann Wenzel Peter Pinacoteca vaticana (1800-1829)

Tuttavia, nonostante nel merito gli appigli delle Sacre Scritture non abbondino, Dio creò un primo Cielo e una prima Terra affinché l’uomo avesse la gratificazione della comunione con Lui oltre a relazioni armoniche con gli altri nel lavoro e nella gestione delle cose.

DIO NON VOLEVA L’UOMO SOLO

In effetti nell’Antico Testamento appare che uno dei primissimi pensieri del Signore fosse quello di non lasciare sole le sue creature; allora dalla terra forgiò ogni genere di specie animale. In seguito consegnò ad Adamo il compito di attribuire un nome ad ognuno degli animali, cosicché al meglio potesse usufruirne.

Dio però intese all’istante che l’uomo non poteva familiarizzare con gli animali come avrebbe potuto. Per questo, da una costola di Adamo plasmò la donna, Eva, con la funzione di esaltare socievolezza e amore nel complesso inestricabile di uno scenario in cui la natura e la fauna, che faceva difetto in prede e predatori, si intercalavano nella passione comune di un’esistenza continua.

Genesi 2, 18-25:

E il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda”. Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta”. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne. Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.

DIO DA’ UN LAVORO AD ADAMO

Il mestiere del primo uomo sulla Terra fu quello di provvedere al Giardino dell’Eden e di coltivarne le terre nella piena soddisfazione e nel pieno appagamento, di per sé indescrivibili, per il fatto che Adamo traeva grande benessere da un’attività lavorativa che si inoltrava nello splendore celeste.

Genesi 2,15:

Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

DIO AVEVA CONFIDENZA CON L’UOMO

Nel ciclo primordiale dell’esistenza l’Eterno era accanto all’uomo e quest’ultimo era con l’Eterno.

Il libro della Genesi narrando la nascita dell’universo e della vita permette di immaginare passeggiate serene, camminate gradevoli che si addentrano nella natura mite e lussureggiante dell’Eden; Dio, Adamo ed Eva si incontrano, parlano nella tranquilla e piacevole convivenza prima della disobbedienza che successivamente costringerà il primo uomo e la prima donna ad imboscarsi tra le delizie del Paradiso terrestre.

Genesi 3,8:

Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

DIO AFFIDA POTERE ALL’UOMO

Il Signore diede fiducia all’uomo così volle responsabilizzarlo assegnando ad Adamo potere assoluto su tutte le creature animali che vivevano in Terra, nel fine ultimo che Adamo, Eva e i discendenti potessero ottenere il massimo del compiacimento per le opere compiute.

Genesi 1,26:

Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.

Cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden – Gustave Doré, (1866)

In effetti, Adamo ed Eva erano creature magnifiche, perfette, plasmate ad immagine del Sovrano dell’Universo, inimitabili a tal punto che la disobbedienza medesima può annoverarsi tra i piani ancestrali di Dio, determinando la caduta nel peccato, la maledizione sulla Terra e la necessità di consegnarsi alla Fede.

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