In una fase dell’umanità in cui storici, filosofi, teologi ed esegeti delle Scritture condividono la prossimità relativa del Secondo Avvento, ciò che appare evidente è che Dio non é di questo mondo, non lo è Suo Figlio Gesù e neppure la terza parte costitutiva della Sacra Trinità che, attraverso lo Spirito Santo scende dall’Altissimo accompagnando coloro i quali sono del messia atteso e soccorre chi ad opera del demonio viene esposto alla dannazione eterna.
Nel primo capito, al versetto 78 Luca scrive: “Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto“, testimoniando che il Signore è viaggiatore, visiterà il genere umano e Dio é il sole che illumina e riconcilia a sé le popolazioni della Terra.
In realtà, quando si é riposta fiducia in Dio si è per metà soltanto di questa Terra, l’altra metà è già in Alto nell’attesa che l’intero sé venga trasformato.
1 Corinzi 15,52, sottolinea che il “Rapimento della Chiesa“, l’evento biblico che alcune correnti dell’esegesi cristiana misurano come probabile ai tempi d’oggi, sorprenderà il mondo e i credenti la cui destinazione intermedia, prima del Regno di Dio sulla Nuova Terra, non è il pianeta attualmente abitato.
“in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Essa infatti suonerà e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati“,
1 Tessalonicesi 4,17 : “quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore“
Allo stesso modo, Gesù, dopo la resurrezione è tornato al Padre che Lo ha mosso alla Sua destra, al di là delle stelle. Giovanni “per conto suo” spiega in 3,7:
“Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto”,
intendendo che per “ottenere” la “Vita senza il male” si deve rinascere in Cristo asceso a seguito della crocifissione.
Il Cielo, le stelle e l’universo sono la copertina indelebile delle pagine del Vangelo, accendono la fantasia degli scrittori e degli studiosi che anche grazie alla creatività forniscono spunti preziosi che avvicinano al Padre Eterno mediante una commistione tra interpretazione letterale ed allegorica delle Scritture.
IL NUMERO DEL TERMINE ELOHIM
Uno di questi spunti creativi affiora dalla cultura new age che fa riferimento alla genesi dell’umanità, partecipa alla speranza e al rinnovamento sulla questione del numero del termine ebraico Elohim in uso al Vecchio Testamento e schiude una porta verso l’infinito.
Nel dettaglio del tema che verte sul vocabolo ebraico, Elohim è il nome attribuito a Dio nell’Antico Testamento, termine che dal punto di vista grammaticale e della lingua ebraica si trova nella Bibbia al numero plurale nonostante si riferisca al sostantivo “Dio” che è al singolare.
Ciò ha condotto studiosi verso l’analisi letterale e non allegorica della Bibbia fino alla conclusione, non dichiaratamente confutata dalla Chiesa, secondo la quale le Scritture indicano con Elohim individui in carne e ossa che giungono da pianeti al di fuori del sistema solare e non Dio.
Nonostante la subcultura new age legata alla Creazione come i movimenti raeliani azzardino e credano Gesù nato per l’unione di Maria con un extraterrestre o pseudo-angelo Gabriele che esegue ordini degli Elohim, ovvero di esseri talmente avanzati sul versante biotecnologico da aver inizializzato geneticamente la vita sulla Terra,

il sincretismo tra l’opinione di vasti movimenti subculturali della fine del XX secolo e l’idea allegorica cristiana può convergere in una tesi non troppo astratta di Gesù Alieno, entità trascendente che non è e non sarà del mondo presente; Luca in 17,25 racconta : “Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione“.
LA CLIPEOLOGIA, L’ARTE E GLI ELOHIM
A differenza della altrettanto nota teoria degli antichi astronauti, la clipeologia non si limita a supporre che siano avvenuti avvistamenti alieni nei secoli passati, ma spiega che alcuni popoli nell’antichità hanno avuto contatti con visitatori extraterrestri e che questi hanno influenzato lo sviluppo della civiltà umana come nel caso degli Elohim,
la cui supposta esistenza è scaturita dall’evidenziazione del termine Elohim al plurale nella Bibbia per identificare Dio che invece è termine singolare: (Eloah singolare: significa Dio – Elohim plurale: significa Dio e gli Angeli secondo parte della Chiesa ).

Nel merito, l’opera del pittore olandese Aert de Gelder é uno dei dipinti più considerati dagli ufologi, i quali interpretano lo Spirito Santo in un oggetto tecnologico volante discoidale sovrastante Gesù e Giovanni Battista che lo scrittore Mauro Biglino definisce ruach, termine ebraico dal significato vento, respiro oppure spirito.

le nubi assumono una improbabile forma discoidale.
Un’interpretazione senz’altro utile e suggestiva che accantona l’esegesi di “plurale majestatis” del termine Elohim come lettura dominante della parola ebraica e numero in uso per esaltare la grandezza di Dio.
L’interesse dei clipeologi verte soprattutto sulle opere letterarie e artistiche dei testi sacri, dipinti, ecc, nell’ambito dei quali se ne deduce l’identificazione presunta o le prove grafiche di avvistamenti di oggetti non identificabili, di UFO o civiltà extraterrestri.

discoidale dal colore metallico apparentemente avulsa dalla scena rappresentata
dal pittore umbro.
All’interno di questo settore ufologico i raeliani ritengono che rappresentanti degli Elohim torneranno sulla Terra come l’apocalisse rivelata da Giovanni preconizza l’avvento degli angeli del Signore.
Una costruzione ideologica e spirituale distante dall’escatologia cristiana in grado però di confluire nell’aspettativa del Rapimento giovanneo e della trasformazione della realtà per mezzo del Giudizio Finale.
Il contenuto dell’articolo ha usufruito dei commentari biblici, dei vangeli canonici e apocrifi, degli studi di Mauro Biglino, ma rimane opinione e/o sintesi di un cristiano, non di un teologo
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