Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

La Sposa della Chiesa e la Lupa

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Sant’Agostino, ideatore della filosofia cristiana nei primi secoli dopo Cristo, lume della ragione di papi fedeli, insegna che il male non appartiene a Dio ma all’uomo che può esercitarlo perché creato libero e a Dio somigliante, ex Genesi 1,27 -“E Dio creò l’uomo a sua immagine“. Per il fondatore della Patristica l’uomo ha a sua disposizione metodi, anche ingegnosi, per attuare la volontà del maligno, mentre Dio non può fare il male.

L’umanità per questa innata e malevola attitudine non dimostra una facoltà in più rispetto all’Onnipotente che è onnisciente, ma che, sbagliando, assume comportamenti nell’incompletezza, nell’antropica infelicità.

Non commettere cattive azioni non circoscrive la Provvidenza, né il potere smisurato del Signore, ma sottolinea quel segno di perfezione che spetta soltanto a Dio. Il bene assoluto appartiene al Padre Creatore e non agli uomini o alle istituzioni pubbliche, né a quelle religiose. Le insidie del demonio minano anche la Chiesa.

Un indizio di questa “satanizzazione” del mondo ecclesiastico si pone all’interno di altrettanto gravi situazioni già rese note da professionisti del giornalismo, nel suo grottesco adeguamento alla c.d. comunicazione indiretta, denunciata da questo indirizzo internet alle migliori coscienze.

Una messaggeria eterea implicita e malevola, di matrice delinquenziale, ideata con l’inutile fine ultimo di scorticare menti protette dal Signore ed un preciso bersaglio, nel tentativo parimenti vano di distogliere dalla Verità la popolazione coraggiosa indigena e straniera.

Attività criminogena che non è svolta in modo esclusivo dai media o dalla manovalanza della politica più sporca, ma financo nelle liturgie di canali mediatici di rilevante peso cattolico. Sfocia quindi impulsivo il richiamo ai versi 1 – 5, del capitolo 17 dell’Apocalisse di Giovanni che recitano:

“E uno dei sette angeli, che hanno le sette coppe, venne e parlò con me: “Vieni, ti mostrerò la condanna della grande prostituta, che siede presso le grandi acque.
Con lei si sono prostituiti i re della terra, e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione”.
L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, che era coperta di nomi blasfemi, aveva sette teste e dieci corna.
La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle; teneva in mano una coppa d’oro, colma degli orrori e delle immondezze della sua prostituzione.
Sulla sua fronte stava scritto un nome misterioso: “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra
“.

Babilonia la prostituta – William Blake 1809 – Fonte wiki

Parte dell’esegesi biblica tende ad identificare la meretrice, Babilonia la grande, con il mal celato erompere, urbi et orbi, del fallimento ontologico della Chiesa, travolta da una crisi spirituale devastante che determina il disfacimento del mondo cattolico e di buona parte degli apparati verticistici annessi alla cristianità deviata in Terra vaticana. Giovanni geolocalizza la decadenza morale dello Stato pontificio nell’ambito della sua visione escatologica al verso 9 del capitolo 17 e scrive:

qui è necessaria una mente saggia. Le sette teste sono i sette monti sui quali è seduta la donna. E i re sono sette“.

Sorge naturale il collegamento alla storia antica di Roma, ai sette re romani, ai sette colli che cingono la capitale che annette a sé la Santa Sede, alla fondazione di Roma e alla Lupa leggendaria che allatta Romolo e suo fratello Remo, dopo essere stati abbandonati in una cesta prede delle correnti del Tevere, che la sorte fa arenare al riparo d’un fico ruminale.

Romolo e Remo allattati dalla Lupa – Rubens 1616 – Fonte wiki

Il soccorso ai due gemelli probabilmente fu prestato da una prostituta, che all’epoca veniva chiamata lupa, termine le cui tracce etimologiche si trovano nella parola lupanara, che in quel periodo era il luogo deputato alla prostituzione.

La prostituzione all’epoca era normalmente riconosciuta. La storia racconta che Catone il censore vedendo uscire un giovane da una da una di queste lupanare gli fece i complimenti perché in questo modo tranquillo soddisfaceva le sue naturali esigenze poi, notando diverse altre volte lo stesso giovane al medesimo bordello, disse lui “Ti ho elogiato perché ci sei venuto, non perché ci abiti”.

Lupanare, area di Pompei – Fonte wiki –

Per un verso la prostituta soccorre nella mortificazione della propria carne e salva due neonati, per un altro, come conviene alla prostituta d’un demone, la meretrice si vende adornandosi di ricchezze, colmandosi di orrori e di immondizia.

E’ l’immagine della Chiesa venduta alle nazioni che lega a sé mediante i lacci del consenso ecumenico, con il quale travisa il Credo e distorce nel suo tornaconto la Verità ?

Giano bifronte, ovvero due volti del prostituirsi, afferenti due medesime realtà che si distinguono per finalità, per cui uno replica il sacrificio che salva, l’altro il tradimento e il rinnegamento che condanna.

La Croce é espressione inaccessibile del sacrificio perché Dio dona suo figlio, tollerandone il corpo martirizzato nel disegno della redenzione, di conseguenza, nell’azzardo di una metafora affatto irriverente, se la sposa di Gesù fosse stata una prostituta probabilmente sarebbe stata una Lupa, non potrebbe esserlo la Chiesa.

Un paradosso o una forzatura che richiama il vangelo apocrifo di Filippo quando testimonia ” Tre persone camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, la sorella di lei, e la Maddalena, detta la sua compagna“, considerando che il termine “compagna” a quei tempi significava sposa.

Un vangelo che l’entourage cattolico s’è “tutelato” dal canonizzare, temendo nel dubbio che una supposta “imperfezione” avrebbe potuto scalfire quell’arrogante presunzione di impeccabilità che alimenta il bigottismo, l’ignoranza celata dal cerimonialismo, i rituali e le forme che allontanano dall’Umanità della Fede in Gesù.

Alla luce di quanto indebitamente viene tuttora perpetrato sul piano della dissimulazione dei gesti e dei simboli, plateali anche nel mondo ecclesiastico, si mostra ragionevole il modello proposto dalla corrente gnostica che rileva soprattutto l’aspetto umano di Gesù e non quello taumaturgico, di una persona che molto generosamente ha indossato vesti umane non essendo umano, che per natura umana ha amato Maria Maddalena la quale, fosse o meno una peccatrice, parrebbe essere stata invisa per le doti trascendenti che Cristo aveva notato in Lei.

Di conseguenza, si inserisce nell’attendibile anche l’ipotesi ventilata dal Priorato di Sion, associazione fondata il 7 maggio 1956 ad Annemasse da Pierre Plantard, definita una bufala da un mondo inattendibile, che dalle accese diatribe complottiste riaffiora in questi anni come qualcosa di realmente plausibile e di origine molto antica.

Un ordine che non soltanto protegge i discendenti diretti di Gesù e di sua moglie Maria Maddalena, ma che allo stesso tempo pronostica la fondazione di un “Sacro Impero Europeo”, nuova superpotenza e Nuovo ordine mondiale di pace e di prosperità, che segue dopo la sostituzione della Chiesa Cattolica Romana con una religione di Stato ecumenica e messianica.

Una trasformazione della geopolitica mondiale peraltro coerente con il contenuto rivelatorio dell’ Apocalisse giovannea.

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