Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Il male resta fino alla fine del mondo

4 minuti

Di tanto in tanto, la sofferenza ha indotto e spinge l’umanità cristiana a chiedersi: quando avverrà la Fine che libera il mondo ? Nello specifico, la domanda sulla conclusione della vita terrena implica l’aspettativa che è congenita alla Promessa per cui l’adempimento della missione di ciascuno condivisa con Dio allontana per sempre dai mali del mondo.

Sul tema, Matteo (24,14) racconta come l’universale conoscenza del Nuovo Testamento si rivelerà tra gli indicatori maggiormente allusivi rispetto alla prossimità del secondo avvento che porta con sé il Giudizio Finale :..questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine.

In termini teologici il ritorno del Figlio di Dio sulla Terra è definito parusia; d’altra parte, poiché Dio oltre 2000 anni fa prima di essere crocifisso si è cinto di morfologia umana, è corretta al presente la definizione di seconda parusia.

Se, dal punto di vista dell’ontologia cristiana, la Croce ha rappresentato nei secoli e rappresenta tuttora il più potente degli atti redentori che ha protetto e difende l’umanità dal maligno, da quello pragmatico l’Uomo tradito e trafitto sui legni incrociati è in grado di spiegare il tenore drammatico delle profezie apocalittiche e lo stile catastrofico del libro di Giovanni che annuncia devastazioni, tormenti e la morte eterna dei dannati per l’ira del Padre Nostro provvidente.

Eppure, benché la lettura dei libri sacri non è sufficiente né idonea ad anticipare i tempi e i modi di alcuna realtà tangibile, ma rimane nei secoli meravigliosamente adatta per la ricerca della Verità, il puzzo dell’alito del demonio seguita a spirare senza soluzione di continuità, avverso ai giusti e ai santi. In Apocalisse (22,11) effettivamente si legge: ...Il malvagio continui pure a essere malvagio e l’impuro a essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.

Considerata l’allocazione dei versetti di (Apo.: 22,11) nella sezione conclusiva del libro giovanneo, che una corrente della Nuova Alleanza considera dettato dall’Arcangelo Michele all’evangelista presso l’isola greca di Patmos, sembrerebbe derivarne non solo l’ineludibilità delle manifestazioni del diavolo ma anche la sua incessante opera nefasta financo al cospetto di Dio che torna per salvare il genere umano dai mali mondo.

Un fronteggiarsi pertanto, quello tra “buoni” e “cattivi”, tra angeli di Dio e angeli caduti, che persiste da sempre e che ab origine, dal peccato originale, ha concesso al demonio il dominio sulla ragione umana. Se dunque il presente stesse riproducendo l’evento parusiaco di 2 millenni or sono, potrebbe inasprirsi la contrapposizione tra “giusto” e ” ingiusto”, tra bene e male ?

Sul quesito Matteo, in (24,6) scrive: ..E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine, sommando per l’appunto un altro indicatore dei fatti che guidano al Giudizio di fronte al Padre.

Ad ogni modo, è certo che chi non si affida al Signore non può esserGli fedele, dimostrando viceversa di badare maggiormente a ciò che è mondano pur percependone il finale, mentre il disinteresse nei riguardi della Ragione e della Fede che avvicinano a Dio, trasmesse per Grazia o acquisite per zelo, accoglie le persone del mondo, respinge e perseguita la gente di Dio.

Un conflitto tale così congetturato, che la fine dei tempi renderebbe più teso, per un verso avrebbe la giustificazione di continuare ad appartenere al mondo, per l’altro avrebbe come scusante l’aspirazione “ragionevole” (termine usato da papa Benedetto XVI) del Regno dei Cieli che, a guisa dell’Orlando Furioso e del più noto poema cavalleresco non è dei pazzi.

Ora, qual è il grado di follia raggiunto dal mondo ? Perché, proseguendo sulla falsariga di Ludovico Ariosto, se soltanto i pazzi rimangono ad abitare la Terra, la “trasformazione della vita” per Grazia della parusia sarebbe sul punto di ripresentarsi, potendo avvertire il periodo non troppo lungo che resta prima del Reset Risolutivo dell’esistenza.

TI POTREBBERO INTERESSARE

Michele Arcangelo Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

L’arcangelo Michele è l’angelo guerriero. Arcangelo sta a significare “angelo di più alto rango“. Michele nelle Scritture è la figura angelica che combatte contro spiriti maligni, principati e governi del mondo. Nonostante la Bibbia non si soffermi sulle singole caratteristiche di Michele, se ne deduce che l’arcangelo più celebre della letteratura biblica è un essere potente al servizio di Dio.

Benché la potenza e l’autorità che Michele esercita con le milizie celesti sia affascinante, la sottomissione al Padre Eterno é totale. L’ arcangelo Michele è il difensore del popolo di Dio; ricopre un ruolo di primo piano nei giorni della fine dei tempi, assiste il genere umano nella guerra spirituale inasprita dalla Tribolazione vaticinata dal libro della Apocalisse.

…Dio Adamo ed Eva angeli angeli e demoni Antico Egitto anticristo apocalisse Armageddon bene e male bibbia Cielo demoni diavolo Fine dei tempi fine del mondo Francia Gesù Gesù Alieno Gesù e Maddalena Giudizio finale Giudizio Universale gnosticismo guerra L'apostolo amato dal Signore Libri profetici male Maria Maddalena mondo Paradiso parusia peccato politica Priorato di Sion Profeta Profezia Rapimento satana segreto Spirito Santo Terra Tribolazione Universo VANGELI APOCRIFI vangelo vita e morte