I versi sono del poeta irlandese William Butler, vissuto tra il 19° e il 20° secolo, distintosi per una poetica in bilico tra il personale vissuto e la storia perlopiù tragica della prima guerra mondiale.
E’ dai resti del primo conflitto mondiale che sorge La Seconda Venuta, dove si immagina il ritorno del Creatore sul paradigma delle testimonianze evangeliche di Marco e del libro di Giovanni sulla fine dei tempi.
The Second Coming, titolo ex origine in inglese, pone sullo sfondo la seconda parusia, abbozzando l’immagine del demonio al vertice di ogni potere sul mondo prima della sua scomparsa definitiva a seguito dell’istaurazione del Regno di Dio.

Il testo svela le rovine sopra le quali l’intera comunità terrena si trova quando Gesù è sul punto di approdare sulle coscienze. E’ il tempo in cui i migliori hanno perso riferimenti, l’innocenza è andata perduta, le idee sono soffocate da sterili abitudini del corpo, la prima guerra mondiale ha lasciato il mondo in pezzi e i peggiori sono sospinti da passioni deviate, per questo il poeta vede imminente la Rivelazione, La Seconda Venuta.
L’opera é uno squarcio sullo Spiritus Mundi che i critici tendono a definire commistione tra il Tutto, l’Universale, il pleroma direbbero le correnti gnostiche, e gli umani che ne sono compresi.
Lo scenario da giudizio finale affligge e tormenta l’autore che svela lo sguardo bianco dell’uomo con la struttura fisica di un leone, dalla faccia limpida che non s’abbandona a fraintendimenti, chiaro e al tempo stesso risoluto come la luce del sole.
Lento nei movimenti, la figura profetica si muove in un deserto granitico in cui niente risorge, ammanto da tenebra diffusa che preannuncia all’umanità ondeggiante in un ipotetico sistema solare la via verso l’incubo della bestia raccontata da Giovanni nell’Apocalisse.
Il finale ha in sé l’interrogativo sul mostro destinato all’estinzione che darà i natali ai prodromi di quella rinnovata esistenza originata dalla Seconda Venuta del Signore.
Testo Integrale dell’opera
The Second Coming
Turbinando nel cerchio che si allarga
Il falcone non può sentire il falconiere
Le cose cadono a pezzi, il centro non può tenere.
Pura anarchia dilaga nel mondo
La marea insanguinata s’innalza e dovunque
La cerimonia dell’innocenza è annegata.
I migliori mancano di ogni convinzione mentre i peggiori Sono pieni di intensità appassionata.
Certo è imminente una rivelazione
Certo è imminente la seconda venuta
La seconda venuta! Difficile pronunciare queste parole
Un ampio squarcio fuor dallo Spiritus Mundi
Tormenta la mia visione;
Da qualche parte nelle sabbie del deserto
Una forma con il corpo di leone e la testa di uomo
Bianco lo sguardo e senza pietà come il sole
Muove le sue cosce lente. Tutto intorno
Spirali fosche di uccelli del deserto.
La tenebra discende: adesso intendo
Che venti secoli di granitico sonno
Erano condannati all’incubo da una culla ondeggiante e quale bestia orrenda, ora che alfine è venuta la sua ora Striscia verso Betlemme per venire al mondo ?
Il contenuto dell’articolo è opinione ed esegesi di un cristiano, non di un teologo.
TI POTREBBERO INTERESSARE



Lascia un commento