Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Maddalena e la fuga in Francia

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Maria Maddalena è una delle sante più popolari, specialmente in Francia, il cui mito risale dalle origini della cristianità. Maddalena fu la discepola che al mattino, in una giornata ancora buia, accorse al sepolcro per ultimare la sepoltura di Gesù, il contesto da dove poi scaturì l’episodio biblico ” noli me tangere” (“non mi toccare”), da cui una traduzione estesa “lasciami andare”.

Sul viaggio che Maddalena affrontò verso lo stato transalpino la Legenda Aurea di Varazze, racconta che nel mare minaccioso una piccola barca senza remi esposta pericolosamente alle insidie delle onde era assistita dalla provvidenza che vigilava sulla rotta dell’imbarcazione. Due angeli però parevano trainarla così la barca riuscì ad approdare al porto di Marsiglia nella regione provenzale.

L’ apparizione di Cristo a Maddalena dopo la Resurrezione” Noli me tangere“. Aleksandr Ivanov. (Wiki)

I discepoli fuggivano dalle persecuzioni e partirono dalla Terra santa per evangelizzare il mondo. La Maddalena per ordine di Pietro fu affidata alle attenzioni di San Massimino, anche lui discepolo del Signore. Tuttavia, San Massimino, Maddalena, il fratello Lazzaro, la sorella Marta e Marcella serva di Marta con Sardonio nato cieco e guarito da Gesù, furono imprigionati con altri cristiani e condannati a morte.

Così angeli ribelli (indigeni locali) caricarono Maria di Magdala e i cinque compagni sopra una precaria barchetta priva di remi e di timone e li lasciarono mercè della violenza dei flutti perché morissero affogati. Dio però vegliava su di loro e per mano dei suoi angeli li ricondusse fino in Provenza.

Qui Maddalena conobbe il Principe del posto che, per ingraziarsi gli dei eseguiva sacrifici pagani in modo che la moglie guarisse dalla sterilità. Maria Maddalena supplicò il Principe di smetterla e di non fare riti in favore degli dei, cominciando a parlare al Principe e alla consorte di Cristo.

Maria Maddalena dipinto di Giovanni Gerolamo Savoldo (1480 – 1548)

Il Principe e la moglie furono convinti dalle affascinati e infuocate parole della Santa di Betania e tempo dopo la Principessa restò in cinta.

Decisero allora di salpare da Marsiglia alla volta di Roma per incontrare l’apostolo Pietro del quale gli aveva parlato Maddalena.

Lungo il tragitto però il Bambino morì e con lui anche la Madre. Il Principe, per non abbandonare la moglie ai pesci, lasciò il corpo esanime su una spiaggia e continuò il viaggio verso Roma.

Qui raccontò a Pietro dell‘accaduto, dell‘incontro con Maria di Magdala e della sorte subita dalla giovane moglie e dal figlioletto che portava in grembo.

Pietro lo rassicurò e lo portò con sé a Gerusalemme facendogli conoscere tutti i luoghi dove era stato Gesù. Dopo due anni il Principe fece ritorno e giunto vicino alla spiaggia dove aveva abbandonato il corpo della moglie, vide un bambino che correva lungo il mare e gettava sassi verso la nave.

Il Principe attraccò e con grande stupore s’accorse che era suo figlio, nutrito al seno della madre nonostante lei giacesse senza vita. Allora il Principe capì che quel miracolo glielo aveva procurato Maria Maddalena e non appena la invocò per ringraziarla di quel figlio la moglie incominciò a respirare e a riprendere vita.

L’affresco di Giotto riassume la vicenda e fissa il momento quando il Principe attracca all‘isolotto e scorge il corpo della moglie, nel quale si intravede il viso di un Bimbo accolto dal manto materno.

Giotto: Viaggio a Marsiglia di Maddalena

Il racconto si combina con una seconda leggenda legata alla dinastia dei merovingi, secondo la quale il capostipite di nome Mervee, nacque da un atto di violenza del mostro marino Quintotauro.

La velata corrispondenza del nome Mervee con quello di Maria di Magdala alimentò il mito e Mervee divenne figlio della donna di Palestina nato dalla relazione con Gesù, mentre il rocambolesco viaggio fino a Marsiglia fece in modo che in Francia avesse origine la stirpe di Sangue reale, Sang Real da cui SanGraal, che include parte del mistero del Sacro Graal.

Il tema della relazione di Cristo con Maria di Magdala lo dobbiamo al vangelo apocrifo di Filippo, comparso circa duecento anni dopo i Vangeli canonici, sorto in un contesto culturale gnostico ad evidenziare il fattore umano di Gesù. Il testo dell’apostolo è stato trovato nel 1945 a Nag Hammadi in Egitto, sebbene frammenti siano noti dall‘antichità.

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